13 gennaio 2012

DEFAULT DEMOCRATICO E REGIME


Il referendum era, poteva essere, la scialuppa di salvataggio per la nave della democrazia.

La consulta ha dichiarato i due quesiti referendari inammissibili, ne prendiamo atto e come ITALIA DEI VALORI accettiamo il giudizio della corte.

La nave democratica rischia però di affondare e di consegnare agli insulti legittimi dei cittadini indignati il Parlamento, autore – nella sua maggioranza di ieri – del Porcellum e indisponibile – con la maggioranza di oggi – a procedere al cambiamento di quella legge vergogna.

La crisi democratica e la prospettiva di un regime viene aggravata da un Governo di tecnici senza legittimazione popolare che procede, come il predecessore Berlusconi, per decreto legge e con richiesta di voto di fiducia. Un voto di fiducia concesso da un Parlamento di nominati ricattati/comprati. La vicenda del mancato arresto di Cosentino lo dimostra.

Si svela oggi, in tutta la sua gravità, l’ormai inaccettabile coincidenza tra Ministri e poteri forti senza consenso.

I “poteri forti” sono certamente parte del Paese, sono parte dell’Italia. Come i “poteri deboli”, la classe operaia o la categoria dei geometri o dei medici. Muore la democrazia, però, quando i poteri forti o una qualunque parte del Paese si identifica, senza legittimazione democratica, nello stesso Governo. Muore la democrazia, anche quando il Governo è espressione soltanto della classe operaia o soltanto dei geometri o soltanto dei medici.

Non più le scellerate speculazioni finanziarie sono oggi il problema principale dell’Italia, ma il dramma italiano è il Default democratico che rischia di salvare caste e speculazioni e trasformare l’Italia in un Paese forse ancora nell’Euro e in Europa, ma privo di democrazia e di credibili istituzioni rappresentative.

Non gioiamo del giudizio della Consulta ma non ci arrendiamo. Come ITALIA DEI VALORI raddoppieremo il nostro impegno affinché la volontà di un milione e mezzo di cittadini non sia reso nullo. Lavoreremo e ci impegneremo affinché in Parlamento si proceda ad una nuova legge elettorale ma non si scelga il male peggiore, ovvero una nuova legge elettorale che celebri, come qualcuno paventa, il ritorno alla prima Repubblica.

IDV Prov. di Ravenna

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9 ottobre 2011

Referendum anti-porcellum e abolizione province: GRAZIE A TUTTI!

Ai cittadini di Ravenna e Provincia: un sentito grazie da IDV Ravenna per le 10.576 firme per abrogare la Legge Elettorale “Porcellum”.

L’IDV della Provincia di Ravenna ha consegnato oltre 10.000 firme per chiedere il referendum abrogativo dell’attuale Legge Elettorale, definita “Porcellum”, che non consente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento in modo libero e democratico.

Inoltre, per la legge d’iniziativa popolare per abolire le province, da noi considerate costose e obsolete, abbiamo raccolto circa 7.000 firme.

E’ un dovere e una gioia da parte nostra ringraziare tutti i cittadini di questo territorio che si sono mobilitati con entusiasmo, consentendoci di realizzare, in sole 5 settimane, un exploit eccezionale che ancora una volta ci permette di essere la prima fra tutte le province italiane per numero di firme raccolte.

Ci scusiamo con coloro che non hanno avuto la possibilità di dare il loro contributo, con coloro che, da fuori provincia, avrebbero voluto firmare ma non siamo stati nelle condizioni di accogliere la loro richiesta per il poco tempo a disposizione, ci scusiamo per la mancanza di moduli presso i Comuni. Vi invitiamo a presentarvi con lo stesso entusiasmo ai seggi, quando questo referendum andrà al voto.

Un particolare ringraziamento va a tutti i militanti e rappresentanti IDV che si sono spesi ancora una volta con dedizione e generosità per la riuscita di questa iniziativa.

L’IDV sarà presente con un tavolo Mercoledì 12 ottobre e Sabato 15 ottobre al mercato cittadino di Piazza Sighinolfi e Sabato pomeriggio in centro per ringraziare direttamente i cittadini di Ravenna.

Il Coordinatore Provinciale, Gabriele Rossi

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23 settembre 2011

ULTIMI GIORNI PER FIRMARE IL REFERENDUM CONTRO IL PORCELLUM!

Referendum anti porcellum e legge abolizione province IDV

Sta scadendo il tempo utile per poter firmare il Referendum elettorale contro la legge “porcata” di Calderoli, il cosiddetto “Porcellum”, e per aderire alla legge di iniziativa popolare per l’abolizione di tutte le province.

In provincia di Ravenna, grazie all’impegno degli attivisti IDV e alla mobilitazione spontanea e convinta di tanti cittadini che, a partire da metà agosto, si sono recati a firmare ai nostri banchetti, la raccolta firme ha avuto ampio riscontro (per il referendum noi dell’IDV della Provincia di Ravenna siamo a quota 7.000 firme circa).

Ma ora siamo in dirittura di arrivo, i residenti a Ravenna che ancora non hanno firmato possono farlo presso il banchetto che allestiremo a Ravenna:

  • SABATO 24 SETTEMBRE
  • IN MATTINATA
  • AL MERCATO CITTADINO (P.zza Sighinolfi/lato via Berlinguer)

Per informazioni potete contattarci inviando una mail a segreteria@idvravenna.com o telefonando al nr. 346/6063753.

Grazie e affrettatevi!

Segreteria IDV Ravenna

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27 agosto 2011

Lettera aperta ai CITTADINI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA per referendum abrogativo della legge elettorale

Referendum anti porcellum e legge per abolizione province

Cari CONCITTADINI,

  • dopo le elezioni amministrative che hanno sancito la ripresa del centrosinistra e che, soprattutto, hanno visto le splendide cavalcate di Giuliano Pisapia a Milano e di Luigi de Magistris a Napoli;
  • dopo la formidabile vicenda referendaria a difesa di diritti fondamentali quali acqua, ambiente e giustizia realizzatasi grazie alla partecipazione convinta e spontanea di tanti cittadini;
  • dopo un breve periodo di meritato riposo che ci è stato comunque rovinato dalle inquietanti notizie di una ulteriore finanziaria di cui si dovranno ancora una volta farsi carico enti locali, lavoratori, pensionati e quanti già onorano i loro dovere di onesti cittadini che pagano le tasse mentre la Casta preserva pressoché intatti i propri indecorosi privilegi e gli evasori continuano a farla franca;

abbiamo, per iniziativa di Italia dei Valori, di SEL, di Mario Segni e di alcuni coraggiosi esponenti del PD capeggiati da Arturo Parisi, una irripetibile occasione: liberarci del “Porcellum”, della indecorosa legge elettorale targata Calderoli e votata a suo tempo, oltre che dalla Lega Nord, da Forza Italia di Mister B., da Alleanza Nazionale di Fini e dall’UDC di Casini. Legge che ha trasformato il Parlamento in un’accozzaglia di gentil donne e di disponibili, di personaggi attenti unicamente ad ingraziarsi il capopartito che redige le liste elettorali e che decide chi merita di divenire Parlamentare. Non è un caso che strenuo difensore dell’attuale legge elettorale sia Mister B, uno che le “gentil donne” ha dimostrato di tenere molto a cuore e da sempre maestro nell’arte di “sedurre” soggetti “sensibili e disponibili”.

Sono orgoglioso che il referendum parta soprattutto per la determinazione di Antonio Di Pietro e di Italia dei Valori. Allo stesso tempo credo sia opportuno che di esso si approprino i cittadini, al di là del colore politico, perché è interesse di tutti avere Parlamentari dignitosi, che recuperino autorevolezza al Parlamento, e che rendano conto del proprio operato innanzitutto al proprio territorio e ai propri elettori.

L’Italia ha davvero bisogno di ritornare un Paese che premia il merito e la responsabilità e non più l’appartenenza e la disponibilità verso il potente di turno. Ha bisogno di sprigionare le proprie energie e le proprie competenze e non rimanere ingessato da caste economiche e politiche che si auto preservano spesso e sovente intrecciandosi con il malaffare.

Il Comitato Referendario ha promosso due quesiti referendari (allegati) che hanno il medesimo obiettivo: cancellare tutto o in parte il “Porcellum” e ripristinare il “Mattarellum”.

Inoltre, per dare un segnale tangibile anticasta e per ripianare almeno in parte il progressivo e sempre più preoccupante deficit di bilancio dello Stato Italiano, Italia dei Valori ha promosso una legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle province.

L’iniziativa dell’abolizione delle province, alla pari di quella per l’abrogazione dei vitalizi parlamentari, è stata portata in Parlamento dall’Italia dei Valori non più di due mesi fa, ma una maggioranza trasversale ai due poli l’ha bocciata, mantenendo intatto un carrozzone di consulenze, poltrone e doppi incarichi che grava sulla spesa pubblica per cifre tra i 5 e i 12 miliardi di euro l’anno. L’abolizione di questo ente ormai inutile, che potrebbe benissimo delegare le proprie competenze a regioni e comuni, è nel programma elettorale di tutti i partiti, ma quando poi si è arrivati alla votazione quasi tutti si sono tirati indietro.

L’Italia dei Valori ha allora rilanciato l’idea con il sostegno del popolo, che nel nostro Stato dovrebbe essere sovrano: almeno 50mila firme per ripresentare in Parlamento l’abolizione delle province, non più con il solo supporto dei parlamentari IDV ma con le decine di migliaia di firme di tutti quei cittadini stanchi della casta, degli sprechi e dei privilegi.

Su questi temi, sono convinto, solo un’azione decisa dei cittadini potrà essere efficace per portare i costi della politica in Italia a standard europei, che siano rispettosi delle difficoltà in cui versa il Paese e dei sacrifici che si chiedono a cittadini, lavoratori e pensionati.

Abbiamo poco tempo per raccogliere le firme per referendum e legge di iniziativa popolare. L’impegno deve essere concentrato in un mese. Inizierà il 20 agosto e deve ultimarsi, compresa autenticazione delle firme e loro certificazione, entro il 20 settembre 2011.

Pertanto chiedo:

  • a quanti di voi sono consiglieri comunali a manifestarmi in tempi stretti la loro disponibilità a fungere da autenticatori per le firme raccolte nei propri comuni;
  • a quanti vogliono collaborare nella raccolta firme a manifestarmi in tempi stretti la loro disponibilità in tal senso;
  • a quanti di voi vogliono esclusivamente sottoscrivere le nostre proposte o manifestare la vostra determinazione a fare qualcosa, segnalatelo su questo sito, dandoci cosi modo di indicarvi tempi e luoghi per firmare e parlare con noi.

CARI CONCITTADINI OCCORRE FARE QUALCOSA: SE NON ORA QUANDO?

CLICCA QUI PER CONOSCERE IL CALENDARIO DEI BANCHETTI NEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA

Segreteria IDV Ravenna

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19 agosto 2011

UNA FIRMA PER CANCELLARE LA LEGGE ELETTORALE “PORCATA” DI CALDEROLI

Dalle parole ai fatti. Perché, a parole, tutti sono stati capaci di dire che questa legge elettorale è una grandissima porcata perché disegna un Parlamento di nominati dai capi-partito e non di eletti ma, nei fatti, nessuno fino ad oggi si era mosso concretamente. Tutti hanno detto che il “Porcellum” è una legge truffa perché serve alla Casta, ai partiti, ai capipartito, ai segretari di partito, per fare il loro comodo e mandare in Parlamento peones, nani, ballerine e yes men, ma nessuno si era mosso fino ad oggi con determinazione e concretezza di atti formali. La via parlamentare rimane la strada maestra ma se il Parlamento, così come ampiamente dimostrato e assodato, non si muove, ci penseranno i cittadini a riprendere, attraverso il referendum anti-porcellum, la strada della democrazia. Italia dei Valori sosterrà con convinzione e determinazione il referendum per il ritorno alMattarellum perché vogliamo abolire una legge elettorale che ha portato alla vergogna un Parlamento di nominati, pieno di nani, di ballerine e, con un pizzico di autocritica, di Scilipoti!

Vogliamo restituire dignità alla politica, restituendo ai cittadini il potere di scelta dato che, dopo il referendum, potranno tornare a scegliere chi mandare in Parlamento a rappresentarli. In più rispetto al sistema proporzionale, i cittadini sceglieranno anche quale coalizione far governare e con quale programma!

Questo per l’Italia dei Valori significa, ancora una volta, ridare dignità e significato alla parola democrazia!

Segreteria IDV Ravenna

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18 agosto 2011

REFERENDUM ELETTORALE E ABOLIZIONE PROVINCE: BANCHETTI IDV RAVENNA

A partire da questa settimana, per la durata di un mese, ha inizio la raccolta firme del referendum per abrogare l’attuale legge elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) e quella della legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle province.

A Ravenna e nei Comuni della provincia, saremo presenti con dei nostri banchetti settimanali di raccolta firme. Naturalmente chiunque voglia aiutarci è il benvenuto!

Di seguito pubblichiamo il calendario dei banchetti a Ravenna. Per ulteriori informazioni potete contattarci inviando una mail a segreteria@idvravenna.com o telefonando al nr. 0544.215167 oppure al nr. 346.6063753.

Dal 20 agosto al 20 settembre 2011

CALENDARIO DEI BANCHETTI IDV A RAVENNA

Referendum elettorale e Abolizione province

  • Giorni: Mercoledì e Sabato
  • Orario: 08:30 – 12:30
  • Dove: P.zza Sighinolfi/lato via Berlinguer (c/o Mercato cittadino)
  • Giorni: Martedì e Giovedì
  • Orario: 16:00 – 19:00
  • Dove: Via Zalamella (c/o Supermercati)
  • Giorni: Venerdì e Sabato
  • Orario: 16:00 – 19:00
  • Dove: Via Barbiani/angolo via Cavour

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9 agosto 2011

Abroghiamo le Province, cancelliamo il ‘Porcellum’. Firma anche tu!


In una conferenza stampa alla Camera, il leader Idv Antonio Di pietro, insieme con il prof. Andrea Morrone, presidente del Comitato promotore del referendum, l’on. Arturo Parisi, l’on Loredana De Petris e il prof. Mario Segni, ha dato ufficialmente il via alla raccolta firme del referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale in favore del ritorno al maggioritario uninominale.

L’obiettivo è rimettere nelle mani degli italiani il potere di scegliere da chi vogliono essere rappresentati in Parlamento. “Perché – ha sottolineato Di Pietro riferendosi alle precedenti consultazioni vinte a giugno su nucleare, acqua e legittimo impedimento – le cose più belle in questo Paese le stanno facendo i cittadini”.

Con la legge elettorale attualmente in vigore, a decidere chi sarà eletto alla Camera e al Senato, non sono gli elettori ma i partiti, che in questo modo (evidentemente) premiano i più fedeli e obbedienti, ignorando capacità e doti morali. Sicché il rappresentante è sempre più distante dal suo territorio e dalle esigenze reali di chi lo ha eletto, visto che non deve più rispondere ai cittadini, ma al capopartito che lo ha nominato.

In più il ‘Porcellum’ è intrinsecamente antidemocratico visto che, grazie a un ‘premio’ senza eguali nel mondo, per governare non è più necessario conquistare il consenso della maggioranza degli elettori, come si fa in democrazia.

Un traguardo difficile da raggiungere. Entro il 30 settembre bisognerà raccogliere 500mila firme. Non sarà facile ma, ha detto Di Pietro, “bisogna continuare sulla strada dei referendum, senza farsi demotivare da chi dice, ‘non ce la farete’. Tra il morire d’inedia e impegnarci in questa difficile battaglia, noi scegliamo di resistere, resistere, resistere: la resistenza democratica”.

Terminata la conferenza stampa a Montecitorio, il presidente dell’Italia dei valori si è recato in Cassazione dove ha avviato le procedure per abrogare le Province. “Tutti affermano che ci siano le condizioni tecniche e politiche per farlo – ha dichiarato Di Pietro – poi, quando si vota in aula bocciano la nostra proposta”.
”Attraverso una legge di iniziativa popolare – ha precisato il leader Idv – vogliamo avviare la modifica costituzionale e la lotta contro gli sprechi, visto che in Parlamento non sono riusciti nemmeno a tagliarsi i vitalizi”.

La Redazione IDV

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17 giugno 2011

Cari dirigenti di Iren ed Hera, adesso andate a casa!

“Cari dirigenti di Iren ed Hera, adesso andate a casa!

Dopo il fallito tentativo di convincere le gente a votare NO ai due quesiti sull’acqua, al DG Viero e all’AD Chiarini, non resta che prendere atto della situazione e rassegnare al più presto le dimissioni. Il popolo si è espresso ed è chiaro che da oggi loro siano stati sfiduciati come dirigenza.

Come presidente del gruppo Idv in Regione ma ancor prima come cittadina, avverto il management delle due multi utility che faremo le barricate per difendere gli utenti dal tentativo di aumentare le bollette dell’acqua per controbilanciare le ingenti perdite in borsa, come ci fanno sapere loro. Chiediamo inoltre una generale riduzione dei faraonici stipendi di cui gode attualmente la dirigenza, schiaffo morale e materiale a chi fa fatica a pagare le bollette.

E adesso le abbassino velocemente, già dalla prossima fatturazione, con un taglio del 7%, cifra che toglierebbe il profitto sull’acqua così come espresso dal referendum.

Chiediamo pertanto a tutti i sindaci emiliano romagnoli soci di Iren ed Hera di assumersi la responsabilità di rispettare il voto popolare e di sfiduciarli.

I cittadini hanno dato una grande lezione ai piani alti della due multi utility: la dirigenza è e deve essere al servizio dei cittadini stessi, non del mercato.”

Liana Barbati, Capogruppo IDV in Emilia Romagna

Comunicato stampa da: Italia dei Valori Emilia Romagna

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14 giugno 2011

GLI ABBIAMO FATTO IL QUORUM!

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Oggi hanno vinto gli Italiani e il risultato è sotto gli occhi di tutti, MA SOPRATUTTO OGGI HA VINTO IL POPOLO DEI BANCHETTI DELL’IDV, che l’anno scorso ha creduto con intuizione preveggente nel referendum tra l’ironia e lo scetticismo di tutti, compresi i partiti del centrosinistra, che solo negli ultimi tempi, quelli successivi alla tragedia giapponese, con atto di ravvedimento quasi generale, hanno mostrato sensibilità al problema, anche perché spinti dai loro stessi elettori più convinti.

L’IDV RAVENNA, approfitta dell’occasione per ringraziare i diecimila cittadini che nella scorsa estate hanno aderito ai nostri banchetti per apporre la loro firma sui nostri fogli, consentendoci di raggiungere un risultato esaltante. Ravenna è stata per risultato percentuale la prima provincia d’Italia nella raccolta firme!!! Grazie anche a quel manipolo di coraggiosi che a Ravenna (Gabriele Rossi, Fabrizio Cirri, Rosa De Martino, Cristina Zanzi, Giovanna Fedeli Bernardini), a Lugo Luciano Ronchini, Beniamino Tirone e pochi altri, a Faenza Davide Zagonara, Isabella Marchetti e pochi altri, a Cervia Francesca Piraccini, Gianni Bosi, i quali sfidando il caldo torrido, per tre mesi, quasi giornalmente si sono fatti trovare ovunque per assolvere a questo impegno.

Oggi ha perso Berlusconi, ha perso Bossi, ha perso la Rai che con la subdola strategia di oscurare ogni notizia inerente i referendum in questi ultimi tempi si è fatta “complice dei voleri del monarca”, hanno vinto solo gli Italiani. Come rappresentante dell’Italia dei Valori Provinciale di Ravenna sono soddisfatto del risultato e spero che da questo successo s’inizi un nuovo capitolo per la storia di questo paese.

Gabriele Rossi, IDV Provincia di Ravenna

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12 giugno 2011

Referendum: 4 SI per riprenderci il futuro

Domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011: FACCIAMOGLI IL QUORUM!

www.sireferendum2011.it

Da oggi, finalmente, si può votare il referendum che darà agli italiani la possibilità di esprimersi su 3 importantissimi temi: il ritorno al nucleare, l’acqua pubblica e il legittimo impedimento.

ORARI: I seggi resteranno aperti domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Per votare è sufficiente presentarsi al proprio seggio muniti di tessera elettorale e di un documento valido d’identità.

COLORI DELLE SCHEDE: Le quattro schede del referendum hanno quattro colori differenti. La scheda gialla e quella rossa riguardano la privatizzazione dell’acqua, la scheda grigia riguarda il nucleare mentre quella verde è per il legittimo impedimento.

DISABILI E SOGGETTI A RIDOTTA CAPACITA’ MOTORIA: Varie agevolazioni previste per i disabili che potranno essere accompagnati nelle cabine per esprimere il proprio voto. I seggi sono stati allestiti senza barriere architettoniche e sarà possibile votare anche dagli ospedali.

È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo in­so­ste­ni­bile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia. Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica – sia del go­verno che dell’opposizione – a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.

Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO

“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”. Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica. Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”. Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma. Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

Que­sito n. 3 – re­fe­ren­dum ener­gia nucleare

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”. Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare”. Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge “con mo­di­fi­ca­zioni” il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv. Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

Que­sito n. 4 – re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”. Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum. Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto “scudo” nei con­fronti del si­stema giudiziario.

La lettera-appello di Adriano Ce­len­tano con­tro il nu­cleare, con­tro la priva­tizzazione dell’acqua, con­tro il le­git­timo im­pe­di­mento. Con il vi­deo di Adriano Ce­len­tano tra­smesso du­rante An­no­zero

Redazione IDV Prov. di Ravenna

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