13 gennaio 2012

OMSA e PANSAC-TENERE PUNTATI I RIFLETTORI SULLE LAVORATRICI E SUI LAVORATORI

Omsa e Pansac

COMUNICATO STAMPA DEL 13/01/2012

“Si stenta a comprendere la scelta del ministero dello Sviluppo Economico di rinviare la data dell´incontro previsto per il 12 gennaio a Roma senza nessuna motivazione apparente. Spiace inoltre constatare come le sigle sindacali e le lavoratrici siano state avvisate dell´avvenuta decisione, con due righe di comunicato apparse sui quotidiani locali il giorno prima dell´incontro. Un silenzio – dichiara il segretario Provinciale IDV Gabriele Rossi – che aggrava ulteriormente la condizione delle 239 dipendenti della Omsa di Faenza che, a due mesi dalla scadenza della cassa integrazione, rischiano il licenziamento collettivo”.

“Ottimo invece – prosegue Rossi – il lavoro svolto dai media e dalle istituzioni locali, che stanno lavorando in modo ineccepibile per mantenere alto l´interesse sulla Omsa. Come ITALIA DEI VALORI esprimiamo grande soddisfazione anche per le 94 mila adesioni alla campagna di boicottaggio dei prodotti Golden Lady, ennesimo esempio virtuoso dei risultati che può portare il tam tam in rete. Nella speranza che si sblocchi presto la situazione per le 239 lavoratrici nel migliore dei modi, auspichiamo che i mezzi di informazione e le istituzioni locali continuino a proseguire in questa direzione, tenendo i riflettori ben puntati sull´azienda di Nerino Grassi e sul futuro delle sue dipendenti”.

“L’ Italia Dei Valori – conclude Rossi – sarà presente con i suoi tavoli al mercato cittadino di via Sighinolfi e al pomeriggio in via Cavour incrocio di via Barbiani, Sabato 14 Gennaio, per fare volantinaggio e sensibilizzare la cittadinanza sul problema OMSA e per non dimenticare i dipendenti PANSAC, anche loro in attesa di notizie riguardo al futuro dello Stabilimento di via Trieste”

Ufficio Stampa Provinciale Idv Ravenna
(338-4097757)

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13 gennaio 2012

DEFAULT DEMOCRATICO E REGIME


Il referendum era, poteva essere, la scialuppa di salvataggio per la nave della democrazia.

La consulta ha dichiarato i due quesiti referendari inammissibili, ne prendiamo atto e come ITALIA DEI VALORI accettiamo il giudizio della corte.

La nave democratica rischia però di affondare e di consegnare agli insulti legittimi dei cittadini indignati il Parlamento, autore – nella sua maggioranza di ieri – del Porcellum e indisponibile – con la maggioranza di oggi – a procedere al cambiamento di quella legge vergogna.

La crisi democratica e la prospettiva di un regime viene aggravata da un Governo di tecnici senza legittimazione popolare che procede, come il predecessore Berlusconi, per decreto legge e con richiesta di voto di fiducia. Un voto di fiducia concesso da un Parlamento di nominati ricattati/comprati. La vicenda del mancato arresto di Cosentino lo dimostra.

Si svela oggi, in tutta la sua gravità, l’ormai inaccettabile coincidenza tra Ministri e poteri forti senza consenso.

I “poteri forti” sono certamente parte del Paese, sono parte dell’Italia. Come i “poteri deboli”, la classe operaia o la categoria dei geometri o dei medici. Muore la democrazia, però, quando i poteri forti o una qualunque parte del Paese si identifica, senza legittimazione democratica, nello stesso Governo. Muore la democrazia, anche quando il Governo è espressione soltanto della classe operaia o soltanto dei geometri o soltanto dei medici.

Non più le scellerate speculazioni finanziarie sono oggi il problema principale dell’Italia, ma il dramma italiano è il Default democratico che rischia di salvare caste e speculazioni e trasformare l’Italia in un Paese forse ancora nell’Euro e in Europa, ma privo di democrazia e di credibili istituzioni rappresentative.

Non gioiamo del giudizio della Consulta ma non ci arrendiamo. Come ITALIA DEI VALORI raddoppieremo il nostro impegno affinché la volontà di un milione e mezzo di cittadini non sia reso nullo. Lavoreremo e ci impegneremo affinché in Parlamento si proceda ad una nuova legge elettorale ma non si scelga il male peggiore, ovvero una nuova legge elettorale che celebri, come qualcuno paventa, il ritorno alla prima Repubblica.

IDV Prov. di Ravenna

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