24 dicembre 2011

AUGURI DA IDV RAVENNA

L’Italia dei Valori di Ravenna augura a tutti voi

Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

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23 dicembre 2011

QUESTO GOVERNO ESAGERA!

Chaplin_Tempi moderni

Il Governo tecnico sta esagerando, un conto sono i provvedimenti per uscire dalla crisi, un altro è attentare allo statuto dei lavoratori. L’ART.18 stabilisce che si può licenziare solo se esiste giusta causa. La ventilata proposta di eliminare quest’ultimo baluardo posto a difesa del lavoratore, avanzata dal Ministro Fornero, equivale a mettere la pietra tombale su quarant’anni di lotte sindacali e lasciare il lavoratore alla completa discrezionalità dei voleri dei Marchionne di turno.

Significherebbe dare il potere assoluto nelle sole mani dei datori di lavoro e questo è inaccettabile.

Per IDV le priorità per il lavoro sono altre:

  • Reintegrare le norme per contrastare le dimissioni in bianco;
  • Intervenire sui contratti di apprendistato per garantire stabilità al rapporto e cancellare l’art.8 del decreto di ferragosto che favorisce i licenziamenti;
  • Combattere la precarietà e offrire ai giovani opportunità di lavoro.

Ecco perché come ITALIA DEI VALORI non apprezziamo e non condividiamo questa manovra.

Così com’è, lo ribadiamo, la manovra è invotabile. Il Gruppo IdV al Senato ha presentato 46 emendamenti e 4 ordini del giorno per proporre interventi mirati che consentano di recuperare le risorse, evitando così di svuotare del tutto le tasche degli italiani, già tartassati oltre misura negli ultimi tre anni e mezzo.

Non si può superare la drammatica crisi del Paese solo con interventi da esattori delle imposte, il decreto “Salva-Italia” colpisce gli italiani onesti senza toccare privilegi, sprechi e interessi dei poteri forti. Non si possono chiedere sacrifici senza approvare la legge del buon esempio. Noi proponiamo un taglio radicale ai costi della politica e non il pannicello caldo proposto dal Governo e della “casta trasversale” che lo sostiene.

La patrimoniale sui grandi redditi, la lotta senza quartiere all’evasione fiscale, l’aumento della tassa sui capitali scudati, l’Imu per gli immobili adibiti ad uso commerciale della Chiesa ed anche delle fondazioni bancarie e la revoca del beauty contest gratuito, a favore dell’asta pubblica per le frequenze tv, sono misure che garantiscono la giustizia sociale e la crescita del Paese. Noi proponiamo anche di procedere, da subito, al reclutamento di nuovo personale docente nella scuola: le dichiarazioni di intenti dei tecnici non trovano applicazione nella manovra, che resta iniqua e recessiva.

Il Governo Monti sta dimostrando di non poter garantire discontinuità con il passato e di essere vincolato dai veti del centrodestra. I nostri emendamenti sono un’opportunità per correggere strutturalmente un decreto che – per noi dell’ITALIA DEI VALORI – non affronta, per risolverli, i problemi del nostro Paese con equità e rispetto di tutte le categorie di cittadini come tutti noi ci aspettavano.

IDV Ravenna

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23 dicembre 2011

UNA LEGGE ELETTORALE A CARTE TRUCCATE

I bari_Caravaggio

Leggiamo sulla stampa, per così dire qualificata, che la nuova maggioranza PDL-PD con il supporto dell’ambiguo TERZO POLO, sta puntando ad una nuova legge elettorale per rinsaldare il legame contro natura che nulla ha a che vedere con il sostegno al governo tecnico nato per superare l’emergenza economica.

L’IdV ha dato battaglia per cambiare la legge elettorale “porcata” di Calderoli, fatta solo per impedire al centrosinistra, vittorioso poi nel 2006, di governare.

Poi visto che le altre forze politiche, di destra, di centro e di sinistra, non hanno provveduto a modificarla, abbiamo raccolto le firme per mandare in soffitta il “Porcellum” e per ripristinare la vecchia legge maggioritaria con recupero proporzionale. Adesso attendiamo il responso della Corte Costituzionale e, appena ottenuto il via libera, ci tufferemo nella campagna referendaria.

Ovviamente i politici politicanti – anche questi di destra, di centro e di sinistra – stanno provando ancora una volta a truccare le carte. Gli italiani vogliono un sistema bipolare, e loro sono pronti a farlo saltare; Francia, Inghilterra e U.S.A hanno sistemi elettorali maggioritari, e loro vogliono tornare al proporzionale puro propugnato principalmente dagli ex DC; nel mondo tutti gli elettori sanno prima chi governerà in caso di vittoria, loro puntano ad avere le mani libere per fare i soliti patti incestuosi con la destra o la sinistra a seconda della convenienza.

Qualcuno nel PD poi, sempre per venire incontro alle aspettative “e alle esigenze democratiche” dei cittadini, sta pensando addirittura di proporre una legge che consente l’autentica delle firme raccolte in occasione di referendum o consultazione elettorale solo ai Sindaci o ai Notai, decretando così la fine dei partiti più piccoli e delle iniziative dei comitati spontanei dei cittadini.

L’IdV vuole programmi chiari, alleanze certe e possibilità di scegliere i parlamentari da parte dei cittadini. Vogliamo troppo? Non pensiamo proprio, per questo siamo scomodi fino a minacciarci di lasciarci fuori dal Parlamento con una legge elettorale ad hoc. Vogliono fare una legge elettorale per fotterci? La facciano pure. Tutti i cittadini però devono saperlo e faremo di tutto per informarli.

Cari amici, se guardassimo al nostro tornaconto, sarebbe più comodo rimanere nell’ammucchiata indistinta che si sta delineando chiedendo anche noi la nostra parte. Invece noi dell’IDV tentiamo di fare quello che gli elettori ci hanno chiesto: TUTELARE I DIRITTI DEI CITTADINI, pretendendo che anche il mondo politico li rispetti.

Possibile che per i nostri alleati sia così difficile comprendere che i nostri comportamenti sono fondati su scelte di merito e non di comodo? Possibile non capire che il Governo Monti è una soluzione precaria e a termine? Noi continuiamo con le nostre idee: superato Berlusconi, dobbiamo archiviare il berlusconismo e costruire con semplicità e determinazione l’alternativa.

L’IDV SEGUE CON SPERANZA E FIDUCIA L’ATTIVITÀ DEL GOVERNO MONTI MA PRETENDE DI APPOGGIARLO VALUTANDO NEL MERITO I PROVVEDIMENTI CHE ATTUA, SPERIAMO DI TROVARE COMPRENSIONE NELLA GENTE E NEGLI ALLEATI.

IDV Ravenna

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9 dicembre 2011

Pioggia di abusi edilizi a Ravenna

cantiere

PIOGGIA DI ABUSI EDILIZI A RAVENNA

Rilevati 55 casi in tre mesi

Ravenna, 8 dicembre 2011 – Sono 55, negli ultimi tre mesi, i reati accertati dall’Ufficio Edilizia della Polizia Municipale.

Gli illeciti rilevati coinvolgono tutto il territorio comunale.

In un 70% dei casi si tratta di esecuzione di lavori in totale difformità o assenza di permesso o prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione; oltre un terzo di queste, più in particolare, sono inerenti ad interventi edilizi, in zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico e ambientale, in assenza di autorizzazione o, fatto ancor più grave, realizzati su immobili o aree paesaggistiche dichiarate di notevole interesse pubblico.

Un 20% si riferisce ad illeciti penali, a carico di responsabili dei lavori (direttore – collaudatore – costruttore), i quali hanno ritardato od omesso la denuncia di inizio lavori prevista dalla normativa nonché di soggetti che hanno effettuato costruzioni, riparazioni e/o sopraelevazioni, in zone dichiarate sismiche, senza richiedere la prescritta autorizzazione.

Sei violazioni, infine, pari a circa il 10% del totale, riguardano false dichiarazioni rese alla Pubblica Amministrazione da parte dei professionisti incaricati di attestare la conformità delle opere eseguite.

Altre irregolarità, di carattere amministrativo, sono state accertate presso alcuni cantieri edili, sia in città che nel forese, per occupazione abusiva della sede stradale, inosservanza degli orari relativi alle attività rumorose, assenza della prescritta recinzione, in contrasto al Regolamento Edilizio.

Un´ulteriore occupazione abusiva di suolo pubblico è stata accertata appena in questi giorni, nel corso di verifiche effettuate presso un cantiere edile, in via Lago di Misurina. Nella circostanza gli agenti hanno verificato il posizionamento di una gru, che occupava la sede stradale per una superficie superiore a quella autorizzata. Al responsabile dei lavori, oltre alla sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada, è stato intimato il ripristino immediato dell’occupazione entro i limiti dell’area autorizzata. Un plauso ai vigili per il lavoro svolto, ad essi chiediamo di proseguire.

La nostra è una società che mostra sempre una labile coscienza legalitaria che tende ad interpretare la norma con noncuranza e superficialità, se non proprio con leggerezza. Agli organi competenti il compito, come in questo caso, di vigilare e imporre il rispetto della legalità e la totale applicazione della normativa vigente.

Gabriele Rossi, Coord. IDV Provinciale Ravenna

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8 dicembre 2011

Contromanovra IDV: dove togliere e dove mettere

contromanovra IDV

Italia dei Valori non fa chiacchiere. Agisce e propone. Queste, dunque, le nostre prime tre proposte per una manovra più equa e ispirata ai principi di solidarietà. Cominciamo da un primo pacchetto di proposte. Tre punti chiari e semplici, da applicare subito.

1. DOVE TOGLIERE. Cancellare, subito, il previsto acquisto di 131 caccia bombardieri F35 che costeranno allo Stato 18 miliardi di euro. Cosa se ne dovrebbe fare il nostro Paese di 131 aerei da guerra, inutilizzabili nelle missioni di pace dove siamo ancora impegnati, in un momento in cui rischiamo il fallimento e tenuto conto che siamo l’ottava potenza militare al mondo? “Cui prodest” l’acquisto di questi 131 caccia bombardieri quando, secondo uno studio di Ania-Consumatori in collaborazione con l’Università di Milano, le condizioni di vita dei bambini e dei minori sono notevolmente peggiorate e pagano il prezzo più alto della crisi?

DOVE METTERE. Con questi soldi, rendiamo più graduale l’innalzamento dell’età pensionistica prevista dal decreto, tutelando adeguatamente i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni e hanno diritto ad andare in pensione subito; chi è vicino ai 40 anni di contributi ed ha perso il lavoro a causa della crisi e non può vivere altri due o tre anni senza alcun reddito; tutti i lavori usuranti per i quali è impensabile allungare gli anni dell’attività lavorativa.

2. DOVE TOGLIERE. Dimezzare per decreto i tre miliardi di euro che le pubbliche amministrazioni spendono ogni anno per consulenze e che il più delle volte rispondono a logiche clientelari, quando addirittura corruttive, con un risparmio di un miliardo e mezzo di euro. In Italia abbiamo una pubblica amministrazione pletorica, con al suo interno eccellenti professionalità. Non si capisce la ragione per cui, dunque, si debbano buttare soldi invece che valorizzare le strutture e i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Dimezzare, con decreto, il numero delle auto blu presenti in Italia che costano 4 miliardi di euro, con un risparmio netto di 2 miliardi di euro.

DOVE METTERE. Con questi soldi, cancelliamo completamente il blocco delle indicizzazioni delle pensioni.

3. DOVE TOGLIERE. Abbassare a 500 euro l’uso del contante ma soprattutto consentire alle Agenzie delle entrate di incrociare i dati delle spese di ogni singolo cittadino o società con i dati dei redditi dichiarati. In questo modo evadere diventerebbe praticamente impossibile. Il recupero non è quantificabile ora, ma parliamo sicuramente di decine di miliardi di euro soltanto nei prossimi anni.

DOVE METTERE. Aboliamo l’Ici sulla prima casa e avanzeranno anche un bel po’ di quattrini per aumentare e di molto gli assegni familiari in busta paga per le famiglie numerose, che sono state le più colpite in termini di riduzione del potere d’acquisto.

IDV Ravenna

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8 dicembre 2011

E questa sarebbe una manovra equa?

lacrime manovra del governo

Monti dice che questa è una manovra per salvare l’Italia e non si può negare che molto probabilmente è proprio così. Questa manovra, unita ai provvedimenti che saranno presi dai capi di stato europei nei prossimi giorni, potrebbe davvero scongiurare per l’Italia quegli scenari da incubo che abbiamo temuto in questi ultimi mesi.

Ma c’è un però. Era davvero difficile immaginare una manovra più ingiusta di questa. Una manovra fatta di tante tasse, troppe, e ancora una volta come sempre andranno a colpire il ceto medio più tartassato d’Europa.

È una manovra che interviene pesantemente sulle pensioni, sulle quali era probabilmente impossibile non intervenire, ma non certo così pesantemente e così indistintamente. A non pagare nulla, ancora una volta, saranno i grandi patrimoni, i grandi e piccoli evasori.

Mentre infatti questa manovra colpisce con la scure il ceto medio e i pensionati, agli evasori fa il solletico con una piuma, chiedendo un ridicolo contributo dell’1,5% dei capitali scudati, e non prevedendo nessuna misura degna di rilievo per contrastare l’evasione fiscale.

IN QUESTA MANOVRA NON SI PREVEDE:

  • NESSUN PROVVEDIMENTO CONTRO L’EVASIONE FISCALE;
  • UN INCREMENTO DI TASSA SOSTANZIOSO NEI CONFRONTI DI COLORO CHE HANNO RIPORTATO IN ITALIA I CAPITALI DEPOSITATI ALL’ESTERO;
  • NESSUNA MISURA FISCALE NEI CONFRONTI DEI GRANDI PATRIMONI E GRANDI RENDITE ECONOMICHE;
  • NESSUN BONUS SULL’ICI PER CHI POSSIEDE SOLO LA PRIMA CASA, MAGARI ANCHE GRAVATA DA MUTUO;
  • NIENTE PER COLPIRE CHI DICHIARA IL FALSO IN BILANCIO;
  • NIENTE PER FAR PAGARE ALLA CHIESA LA GIUSTA ICI SUI LUOGHI NON STRETTAMENTE LEGATI AL CULTO;
  • NESSUNA ASTA PER LA VENDITA DELLE FREQUENZE TELEVISIVE CHE VERRANNO REGALATE A MEDIASET;
  • NESSUN TAGLIO CERTO AI COSTI DELLA POLITICA E AGLI APPARATI BUROCRATICI AD ESSA CONNESSI;

La Ministro FORNERO ha pianto nel presentare la manovra ma pensiamo che presto a tanti cittadini italiani toccherà piangere, quando questa manovra verrà applicata e si troveranno tutti a misurarne gli effetti sulle loro devastate risorse economiche.

QUESTA MANOVRA RISULTA ESSERE UNA GRANDE DELUSIONE. Bastava un ragioniere qualsiasi e non i migliori professoroni di economia d’Italia per scriverla così. Deve essere chiaro: un’altra manovra è possibile, una manovra dove non siano sempre gli stessi a pagare. Noi dell’ITALIA DEI VALORI presenteremo i nostri emendamenti e, se anche le altre forze che si ispirano a princìpi di equità sociale e solidarietà si impegneranno e si batteranno in Parlamento, la manovra potrà cambiare.

Perché, governo tecnico o no, per l’IDV il Parlamento rimane l’organo sovrano del paese che deve valutare sempre con equità e nel rispetto della giustizia sociale che tiene conto delle necessità di tutti i suoi cittadini.

IDV Ravenna

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3 dicembre 2011

ORDINANZA NEVE A RAVENNA

ordinanza neve a Ravenna

La neve e il ghiaccio stanno arrivando e il comune di Ravenna ha in questi giorni previsto di attuare un’ordinanza che spinge i cittadini, nel caso si verifichino situazioni di particolare emergenza legate al maltempo e al ghiaccio, ad attivarsi, ad adottare particolari cautele e ad applicare comportamenti “virtuosi” o, ancora meglio, ad evitare di circolare: ciò comporta un totale divieto di transito per tutti i veicoli a due ruote (biciclette, ciclomotori, motoveicoli, ecc.) in tutte le strade, piazze e pertinenze stradali di competenza del Comune di Ravenna e ubicate all’interno del territorio comunale.

Come Italia Dei Valori pensiamo che questa ordinanza appaia come una soluzione pilatesca, in quanto il Comune pare voglia scaricare sui cittadini tutte le responsabilità su eventuali incidenti o infortuni collegati al problema ghiaccio.

Ben ricordiamo quanto accadde l’anno scorso, quando la prima neve e ghiaccio fece registrare al pronto soccorso dell’ospedale un vero bollettino di guerra, con oltre 100 persone bisognose di cure a causa dei traumi riportati a seguito delle cadute su marciapiedi e piazzali, ricoperti da una insidiosa patina scivolosa perché non sottoposti preventivamente al necessario trattamento con il sale.

Questa ordinanza, quindi, non risolve il problema, per questo noi dell’IDV chiediamo all’Amministrazione di attivarsi per compiere azioni preventive concrete, quali far spargere il sale sulle strade, predisporre in caso di neve la pulizia dei marciapiedi pubblici e assicurarsi che l’accesso a tutti i principali servizi pubblici (scuole, uffici, ASL, etc.) siano presto sgomberi e resi transitabili.

Attuare tempestivamente l’ordinanza di chiusura delle scuole di fronte a prospettive o situazioni di maltempo particolarmente critiche.

Di sicuro, dire ai cittadini che, se c´è il ghiaccio, non devono uscire di casa è la cosa più facile a farsi ma non può essere la soluzione!

IDV RAVENNA

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